Centro Missionario
Sant'Antonio Abate

il blog della Missione

Sei invidioso perché io sono buono?

Lettura: 24 Settembre

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

Parola del Signore

Meditazione sulla Parola

Rispecchia molto bene le situazioni in cui ci troviamo ogni giorno. E in effetti Dio tratta tutti gli uomini allo stesso modo, sia che abbiano avuto una vita lunga e meritevole, sia che abbiano una vita breve e meno faticosa. Ma tutti questi operai, che lavoravano a giornata per il padrone, sebbene con orari diversi, cosa avevano in comune, perchè ricevono un denaro sebbene alcuni lavorano meno tempo di altri? Il padrone non tiene conto del tempo, ma della volontà. Tutti hanno accettato di andare alla vigna, anche gli utlimi operai del tardo pomeriggio…non hanno declinato l’offerta dicendo “ormai è il tramonto, troppo tardi”, ma anzi! Sono andati anch’essi a lavorare, seppure solo per un’ora. Ed è questo che conta per Dio. Non la quantità di lavoro, ma la qualità e la buona volontà. Noi abbiamo già deciso la nostra ricompensa, non dobbiamo guardare con invidia se altri prendono più di noi.

 

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