La Buona Parola

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La Buona Parola

Quando il frutto è maturo, egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura

Lettura: 17 Giugno

+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

Parola del Signore

Meditazione sulla Parola

Gesù parla ai semplici con parole semplici e chi vuole intendere intenda: paragona il regno di Dio a un contadino che semina e dal seme nasce il germoglio, oppure dal piccolo seme di senape che produce una maestosa pianta. Il concetto di seme (il Verbo) il germoglio che nasce (l’uomo sviluppa il suo arbitrio) il terreno (questo mondo) il frutto (l’uomo fa la volontà di Dio e segue la sua luce). Tutto è fatto secondo un equilibrio secondo natura, è sufficiente seguire il percorso della natura stessa che il germoglio cresce e si fortifica, diventa pianta o albero e dà frutto. Solo quando la pianta segue un percorso diverso dalla sua natura, il frutto si secca o non produce affatto. Altre parabole su questo concetto paragonano l’uomo alla sua crescita o alla sua rovina.

 

Come può Satana scacciare Satana?

Lettura: 10 Giugno

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».
Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

Parola del Signore

Meditazione sulla Parola

Davanti a un indemoniato, Gesù apre un discorso alla folla che fa riflettere. L’uomo impuro dei suoi peccati non è condannato in eterno, ma troverà il perdono del Padre, così come tutti i peccati da lui commessi saranno perdonati, ma non quelli contro lo Spirito Santo (non aveva forse Lucifero preteso con arroganza di sostituirsi a Dio? Ebbene, questa è una bestemmia contro lo Spirito Santo, poichè egli ha portato alla perdizione migliaia e migliaia di anime buone). Si conclude questo discorso con la venuta dei parenti di Gesù, che Egli non riconosce davanti la folla poichè chiunque fa la volontà di Dio è in realtà un nostro fratello o sorella… questo ultima osservazione si riaggancia ad un’altra parola della Scrittura “Chi mi ama mi segua”, invitando i suoi amici a lasciare i genitori e i propri beni per seguire la strada che non è di questo mondo.

 

Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo

Lettura: 27 Maggio

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Parola del Signore

 

Meditazione sulla Parola

Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Queste sono le parole che rassicurano i discepoli, che ora sono in missione, perchè vengono mandati ai quattro angoli del mondo. Vengono rassicurati perchè ancora dubitano. La fede non è cosa facile, nemmeno per i discepoli che sono uomini come tutti noi. Ma il Signore ci rassicura, è con noi nella nostra vita e anche dopo… fino alla fine del mondo! Egli dice che anche noi dobbiamo diventare discepoli dopo il battesimo e aprirci alla fede come i dodici, quindi coraggio, il nostro cammino è già la nostra missione.

 

Imporranno le mani ai malati e questi guariranno

Lettura: 13 Maggio

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Parola del Signore

 

Meditazione sulla Parola

Gesù istruisce i suoi a proclamare il Vangelo e a battezzare. Costoro potranno scacciare i demoni e guarire gli infermi. Grandi prodigi potranno fare in nome di Cristo. Questo è il primo atto di evangelizzazione avvenuto prima che Gesù venisse elevato in cielo, i suoi avevano assunto lo stesso Spirito Santo che Egli eveva concesso loro per diffondere la parola su tutta la terra. Da quel giorno inizierà un grande capitolo e una grande rivoluzione nel cuore degli uomini.

 

Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi

Lettura: 6 Maggio

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

 

Meditazione sulla Parola

L’unico comandamento che riassume in sè tutti gli altri. Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Il vero seme dell’amore è trattare gli altri come vorremmo essere trattati e abbattere le barriere che dividono gli uomini, poichè si possa essere veri amici nella gioia e non servi e padroni.

 

Ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto

Lettura: 29 Aprile

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Parola del Signore

 

Meditazione sulla Parola

La raffigurazione della vite e del tralcio rende bene l’idea di quanta umiltà ci voglia per obbedire alla legge del Padre, che ci indica come qualsiasi strada senza la sua linfa vitale sia una strada che porta alla perdizione. Infatti la vite nutre i tralci, così fa il Signore con la Sapienza… ci nutre e ci dona la vita. Quando noi vogliamo fare sena il Padre, siamo come i tralci che rifiutano la linfa dalla vite e quindi si seccano… e vengono tagliati e gettati nel fuoco. Rimaniamo nel Signore e accettiamo le sue “potature” a fin di bene (sono prove d’amore) solo così produrremo molto frutto.

 

Conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me

Lettura: 22 Aprile

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

Parola del Signore

 

Meditazione sulla Parola

Gesù ribadisce quanto sia importante trovare la salvezza attraverso di Lui, poichè come un buon pastore sa riconoscere le sue pecore, il Signore riconosce i suoi. Egli premia con la salvezza eterna chiunque persevera nel suo cammino. I fedeli riconoscono in Lui la guida, anche gli infedeli e i peccatori hanno il diritto di essere guidati, poichè anche loro, tramite pentimento e amore,  possono trovare la fede nel recinto del Signore.

 

Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture…

Lettura: 15 Aprile

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.
Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni»

Parola del Signore

Meditazione sulla Parola

Gesù appare ancora una volta ai suoi, a coloro che ancora hanno qualche dubbio in cuore, a coloro che vacillano. Ma Egli si rivela in mezzo a loro e li invita a toccarlo, e si mette a mangiare in mezzo a loro (ricordando di come già facesse questo gesto prima della sua morte). Gesù risorto è tornato, come stava scritto nelle Scritture, e anche i miscredenti ora credono.
I miscredenti non diverranno solo dei credenti, ma dei testimoni. Da qui parte la prima conversione e la prima rivelazione.

 

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