La Buona Parola

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La Buona Parola

Raddrizzate le vie del Signore

Lettura: 10 Dicembre

+ Dal Vangelo secondo Marco

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri»,
vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

Parola del Signore

Meditazione sulla Parola

E’ il preludio di un grande avvento. Verrà Colui che sveglierà i popoli dal loro torpore, ma prima di lui introduce la via Giovanni il Battista, grande avamposto descritto nelle Sacre Scritture. Le folle dovevano essere preparate, predisposte al cambiamento. Giovanni ha il grande compito di preparare la strada, (esorta a raddrizzare la via) poichè troppo grande è la rivoluzione che Gesù porterà tra i popoli, troppo importante il cambiamento. Grazie a questo uomo che battezzava con acqua, ci si prepara a Colui che battezzerà col fuoco.

 

Vegliate: non sapete quando il padrone di casa ritornerà

Lettura: 3 Dicembre

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.
Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Parola del Signore

Meditazione sulla Parola

Quello che dico a voi lo dico a tutti. Così esorta Gesù i suoi. Non deve il padrone tornare alla sua casa e trovare i servi addormentati. Cioè non dobbiamo farci sorprendere dal Signore quando la nostra anima è persa nelle strade di questo mondo. Facile è addormentarsi, facile è farsi travolgere dai vortici che distraggono la nostra attenzione spirituale a problemi che riguardano solo la carne. Ricordiamoci che non siamo sola carne, ma anche spirito e lo spirito deve essere sempre all’erta. Il “dormire” usato nelle Sacre Scritture ha un significato più profondo, che coincide con il verbo “morire nell’anima”, perdere di vista le cose delle Sapienza. Vegliate!

Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me

Lettura: 26 Novembre

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Parola del Signore

Meditazione sulla Parola

Verrà  il tempo in cui Dio ci giudicherà attraverso le nostre opere, e non le nostre sole intenzioni. Verrà il tempo in cui ciascuno di noi avrà un giudice universale che lo condannerà o lo esalterà, diversamente dalla giustizia terrena, ci sarà una giustizia divina. E non sarà impugnabile il suo verdetto, non potremmo opporci. Saranno le nostre opere a decidere del nostro destino. Il tempo che viviamo non è eterno, meditiamo, perchè sappiamo chi sarà il nostro giudice ma non sappiamo quando verremo giudicati. “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”, questo è l’unico vero comandamento da seguire per ottenere la salvezza dell’anima.

Sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto

Lettura: 19 Novembre

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”».

Parola del Signore

Meditazione sulla Parola

A ciascuno è data una potenzialità, da ciascuno Dio si aspetta dei frutti. E non è detto che si aspetti grandi cose, ma cose in proporzione alle nostre capacità. A chi è dato molto, il Signore si aspetta cinque volte tanto. A chi è dato poco il Signore si aspetta secondo proporzione. E’ facile talvolta sentirsi sottostimati e dire: “io ho poco, non vale molto ciò che ho, che differenza fa se lo nascondo sotto terra o lo butto in mare? Tanto nessuno ci farà caso…” Se ragioniamo così nel poco, allora ragioniamo così anche nel molto. Per questo Dio a volte toglie delle missioni ad alcuni figli per darle ad altri. La saggezza di come amministriamo anche un solo centesimo sarà la stessa saggezza di come amministreremo molti milioni.

Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono

Lettura: 12 Novembre

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Parola del Signore

Meditazione sulla Parola

Spesso la Parola delle Sacre Scritture fa un parallelismo tra la cattiva amministrazione dei propri beni e la cattiva condotta dell’anima. Perdere tempo, non pensare alle fondamenta prima di raggiungere il tetto, non fare la scorta dell’olio, non investire i propri talenti…. eppure questa non è una lezione di economia, ma un esempio di come anche noi,  nel tempo che Dio ci ha dato, spesse volte non pensiamo che prima o poi verrà il momento di presentari di nuovo davanti al Padre e lui stesso ci dovrà trovare degni per farci entrare nel suo Regno. Se saremo impreparati, non potremo certo chiedere in prestito dagli altri una buona condotta morale o opere di carità che noi non abbiamo mai voluto compiere in vita. Dobbiamo agire con saggezza ora, non sprechiamo il nostro olio e torniamo al Padre a testa alta, sapendo che Egli ci riconoscerà per le opere che abbiamo compiuto.

Dicono e non fanno

Lettura: 5 Novembre

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

Parola del Signore

 

Meditazione sulla Parola

Sembra quasi di vedere uno scenario che già conosciamo, quando i politici diventano autoritari lasciando tutte le incombenze scomode ai loro sottoposti. Oppure sembra di vedere noi, nel nostro piccolo, quando ci prendiamo il merito di predicare bene nella nostra famiglia o nella nostra comunità, per lasciare poi che gli altri sbrighino il lavoro al nostro posto. E’ come dire, predicare bene e razzolare male. Ecco cosa sono gli ipocriti secondo Gesù, ecco cosa noi non dobbiamo mai diventare. Dobbiamo piuttosto agire in “incognito” e trattare gli altri come se fossero superiori a noi, farci servi degli altri. Solo così ci verrà riconosciuta la nostra vera autorità, anche se non in questo mondo.

 

Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso.

Lettura: 29 Ottobre

+ Dal Vangelo secondo Matteo

 

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Parola del Signore

Meditazione sulla Parola

Amare il Signore come se stessi, amare il prossimo come se stessi… sono due affermazioni che ci invitano a riflettere sulla semplicità di questa parola. Quanti di noi vorrebbero soffrire? E perchè allora facciamo del male agli altri? Tutto ciò che facciamo contro Dio e contro gli uomini (che sono immagine di Dio) è in realtà un male che facciamo contro noi stessi, poichè ci torna indietro con le nostre azioni. Impariamo quindi il valore del perdono e della condivisione, poichè l’amore è alla base di tutti i comandamenti.

 

A Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio

Lettura: 22 Ottobre

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Parola del Signore

 

Meditazione sulla Parola

Gesù pronuncia la frase che conosciamo tutti “a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”, lasciando scontenti più di qualcuno. Ma afferma una cosa importante prima, guardando una moneta: “L’immagine e l’iscrizione, di chi sono?”. Così noi per Dio. Noi siamo fatti a sua immagine e somiglianza. Di chi siamo noi, a chi apparteniamo? Noi apparteniamo al Signore, perchè siamo stati coniati da lui, esattamente come Cesare ha coniato le sue monete. Che le monete tornino a Cesare, ma che gli uomini tornino a Dio.

 

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