La Buona Parola

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La Buona Parola

Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare…

Domenica 04 Febbraio 2018

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Parola del Signore

Meditazione sulla Parola

Verrà  il tempo in cui Dio ci giudicherà attraverso le nostre opere, e non le nostre sole intenzioni. Verrà il tempo in cui ciascuno di noi avrà un giudice universale che lo condannerà o lo esalterà, diversamente dalla giustizia terrena, ci sarà una giustizia divina. E non sarà impugnabile il suo verdetto, non potremmo opporci. Saranno le nostre opere a decidere del nostro destino. Il tempo che viviamo non è eterno, meditiamo, perchè sappiamo chi sarà il nostro giudice ma non sappiamo quando verremo giudicati. “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”, questo è l’unico vero comandamento da seguire per ottenere la salvezza dell’anima.

Ecco, egli è qui come segno di contraddizione

Lettura: 31 Dicembre

+ Dal Vangelo secondo Luca

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

Parola del Signore.

Meditazione sulla Parola

Maria incontra Simeone e Anna, due figure molto importanti nel Vangelo anche se solo n questa parola. Essi vedendo il bimbo tra le braccia della madre avevano già capito che Egli era il Cristo, Colui che sarebbe venuto per rivelare la Verità, ma non senza sofferenza. Avrebbe provocato una rivoluzione nei cuori e dolore tra coloro che lo amavano (a Maria fu predetto: e anche a te una spada trafiggerà l’anima). Perchè Egli è amore ma è anche segno di contraddizione, infatti ciò che non comprendiamo con la ragione lo comprendiamo con il cuore. Grandi cose accadranno nel cammino di questo piccolo uomo, che ormai cresceva e si fortificava.

Diede alla luce suo figlio in una mangiatoia

Lettura: 25 Dicembre

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città. Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta. Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio. C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

Parola del Signore

Meditazione sulla Parola

Nasce il Salvatore, Colui che porta il messaggio, la buona novella. Sulla morte si può trionfare se si conosce il potere dell’amore. E oggi è nato Colui che ci ha insegnato il vero significato di questa parola, che non è più un semplice vocabolo ma un atto di totale dono. Donare tutti noi stessi agli altri, questo è il messaggio che è iniziato il giorno della nascita di Cristo, messaggio che ci porterà fino alla sua ressurrezione. «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama»

Avvenga per me secondo la tua parola

Lettura: 24 Dicembre

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Parola del Signore

Meditazione sulla Parola

L’annunciazione avviene con una parola importante: “Rallègrati”. Si perchè grandi sarebbero state le sofferenze e turbamenti di una donna che ancora non sapeva che sarebbe divenuta un pietra così importante nel grande progetto di Dio. Avrebbe dato alla luce il Cristo e l’angelo Gabriele la tranquilizza e la istruisce su ciò che presto accadrà in lei. Maria capisce che qualcosa di grande avverrà, e si rimette alla volontà della Parola.

 

Io sono voce di uno che grida nel deserto

Lettura: 17 Dicembre

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Parola del Signore

 

Meditazione sulla Parola

Questa la parola di Giovanni. Colui che dichiara di non essere Elia, non essere un profeta, ma una semplice voce nel deserto. E’ Colui che verrà dopo il suo annuncio il vero profeta, il vero Elia. La grande umiltà di Giovanni il Battista rivela anche la sua grande ammirazione per Gesù: “a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo”. Questa è la vera fede. Inizia da qui il grande annuncio che si rivelerà al mondo.

 

Raddrizzate le vie del Signore

Lettura: 10 Dicembre

+ Dal Vangelo secondo Marco

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:
egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri»,
vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

Parola del Signore

Meditazione sulla Parola

E’ il preludio di un grande avvento. Verrà Colui che sveglierà i popoli dal loro torpore, ma prima di lui introduce la via Giovanni il Battista, grande avamposto descritto nelle Sacre Scritture. Le folle dovevano essere preparate, predisposte al cambiamento. Giovanni ha il grande compito di preparare la strada, (esorta a raddrizzare la via) poichè troppo grande è la rivoluzione che Gesù porterà tra i popoli, troppo importante il cambiamento. Grazie a questo uomo che battezzava con acqua, ci si prepara a Colui che battezzerà col fuoco.

 

Vegliate: non sapete quando il padrone di casa ritornerà

Lettura: 3 Dicembre

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.
Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati.
Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Parola del Signore

Meditazione sulla Parola

Quello che dico a voi lo dico a tutti. Così esorta Gesù i suoi. Non deve il padrone tornare alla sua casa e trovare i servi addormentati. Cioè non dobbiamo farci sorprendere dal Signore quando la nostra anima è persa nelle strade di questo mondo. Facile è addormentarsi, facile è farsi travolgere dai vortici che distraggono la nostra attenzione spirituale a problemi che riguardano solo la carne. Ricordiamoci che non siamo sola carne, ma anche spirito e lo spirito deve essere sempre all’erta. Il “dormire” usato nelle Sacre Scritture ha un significato più profondo, che coincide con il verbo “morire nell’anima”, perdere di vista le cose delle Sapienza. Vegliate!

Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me

Lettura: 26 Novembre

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Parola del Signore

Meditazione sulla Parola

Verrà  il tempo in cui Dio ci giudicherà attraverso le nostre opere, e non le nostre sole intenzioni. Verrà il tempo in cui ciascuno di noi avrà un giudice universale che lo condannerà o lo esalterà, diversamente dalla giustizia terrena, ci sarà una giustizia divina. E non sarà impugnabile il suo verdetto, non potremmo opporci. Saranno le nostre opere a decidere del nostro destino. Il tempo che viviamo non è eterno, meditiamo, perchè sappiamo chi sarà il nostro giudice ma non sappiamo quando verremo giudicati. “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”, questo è l’unico vero comandamento da seguire per ottenere la salvezza dell’anima.

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