La Buona Parola

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La Buona Parola

A Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio

Lettura: 22 Ottobre

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Parola del Signore

 

Meditazione sulla Parola

Gesù pronuncia la frase che conosciamo tutti “a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”, lasciando scontenti più di qualcuno. Ma afferma una cosa importante prima, guardando una moneta: “L’immagine e l’iscrizione, di chi sono?”. Così noi per Dio. Noi siamo fatti a sua immagine e somiglianza. Di chi siamo noi, a chi apparteniamo? Noi apparteniamo al Signore, perchè siamo stati coniati da lui, esattamente come Cesare ha coniato le sue monete. Che le monete tornino a Cesare, ma che gli uomini tornino a Dio.

 

La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni

Lettura: 15 Ottobre

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

Parola del Signore.

Meditazione sulla Parola

Anche il Padre nostro ci invita a seguirlo per arrivare al suo regno, ma noi spesso ignoriamo i messaggi indiretti che ci arrivano dai suoi messaggeri (preferiamo seguire le nostre occupazioni poichè abbiamo il cuore legato al materialismo di questo mondo). Egli invita tutti, ma proprio tutti, senza distinzione sociale o colore della pelle. Avere un buon abito di nozze per la festa del re, significa avere l’anima pronta per essere accolti nel regno di Dio, poichè ecco anche noi un giorno ci troveremo come degli invitati a dividere la stesso giudizio con altre persone. Ma alcune saranno pronte, perchè avranno percorso una vita nel sacrificio e nell’amore, altri invece si presenteranno senza abito, cioè senza pentimento per i loro peccati e senza aver contribuito in nessun modo ad alleviare la sofferenza del prossimo.

 

La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo

Lettura: 08 Ottobre

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
Parola del Signore. 

Meditazione sulla Parola

Ciò che sembra buono ai nostri occhi spesso non è buono al nostro cuore. Gli scribi e i sacerdoti leggono le scritture e si aspettano grandi segni e maestri possenti mentre il figlio di Dio si presenta come un povero figlio di falegname ed è in realtà colui che ha il potere di salvare il mondo.

La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo.

Parola del Signore

 

I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio

Lettura: 01 Ottobre

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Parola del Signore

Meditazione sulla Parola

Esempio semplice e immediato sulla vita di tutti i giorni. Ci sono due tipi di uomini. Quelli che non credono e vagano nel loro errore, ma poi si pentono e si mettono in ascolto. E quelli che dicono di essere degli uomini di fede ma poi, di fronte ai veri segni di Dio, dubitano e non credono. Il tempo è l’ago della bilancia, perchè tra dire e fare c’è del tempo in mezzo. E il tempo Dio ce lo concede sempre, se poi noi non avremo fede di convertirci, nemmeno mille anni di vita ci salveranno dal suo giudizio. Perciò ha più possibilità di salvarsi un peccatore pentito che un finto uomo di fede.

 

Sei invidioso perché io sono buono?

Lettura: 24 Settembre

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

Parola del Signore

Meditazione sulla Parola

Rispecchia molto bene le situazioni in cui ci troviamo ogni giorno. E in effetti Dio tratta tutti gli uomini allo stesso modo, sia che abbiano avuto una vita lunga e meritevole, sia che abbiano una vita breve e meno faticosa. Ma tutti questi operai, che lavoravano a giornata per il padrone, sebbene con orari diversi, cosa avevano in comune, perchè ricevono un denaro sebbene alcuni lavorano meno tempo di altri? Il padrone non tiene conto del tempo, ma della volontà. Tutti hanno accettato di andare alla vigna, anche gli utlimi operai del tardo pomeriggio…non hanno declinato l’offerta dicendo “ormai è il tramonto, troppo tardi”, ma anzi! Sono andati anch’essi a lavorare, seppure solo per un’ora. Ed è questo che conta per Dio. Non la quantità di lavoro, ma la qualità e la buona volontà. Noi abbiamo già deciso la nostra ricompensa, non dobbiamo guardare con invidia se altri prendono più di noi.

 

Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette

Lettura: 17 Settembre

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

Parola del Signore

 

Meditazione sulla Parola

Questa parola sembra voler dire: “Perdona e sarai perdonato, se fai del male ti verrà restituito”. E forse il perdono di per sè non è solo una parola, ma qualcosa di concreto che si ripercuote sul nostro cammino, in questa vita e anche nell’altra. Sì, perchè il perdono è l’azione più difficile e umile che esista, l’opposto esatto della vendetta e della ritorsione, azioni che istintive che facciamo tutti i giorni, anche solo con le parole e le maldicenze. Dobbiamo volare alto e compiere questo atto di perdono che va fuori dai nostri istinti, esce totalmente dai nostri ragionamenti quotidiani e sembra quasi faer di noi delle persone deboli. Ma il perdono vuol dire misericordia e carità, e tanto più ne faremo noi, tanto più nostro Padre che è nei cieli avrà misericordia di noi.

 

Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro

Lettura: 10 Settembre

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Parola del Signore

Meditazione sulla Parola

Protagonisti di questa parola sono l’invito alla conversione e l’importanza della testimonianza. Prendere una persona e portarla alla conversione, chiederle un pentimento. Se non ascolta uno, che ascolti due, se non ascolta questi ne ascolti tre. Se persiste nel suo errore che venga abbandonato a se stesso. Anche il Padre nostro ci ammonisce nei nostri errori e ci invita al pentimento… se non ascoltiamo lui ci invia altri messaggeri e sempre Egli cerca ci correggerci affinchè non perdiamo la nostra anima. Ma dopo le nostre insistenze nel continuare a peccare, allora disegnamo da soli la strada del non ritorno. I discepoli rappresentano i messaggeri inviati a correggere gli uomini perduti nel peccato ed è importante che siano più di uno, perchè già due rappresentano una testimonianza reciproca della missione che sono portati a compiere.

 

Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso.

Lettura: 3 Settembre

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Parola del Signore

 

Meditazione sulla Parola

PIetro cerca di dissuadere Gesù ad andare incontro alla sua morte, ma è solo una ennesima tentazione di satana che vuole far vacillare il Cristo. Gesù sa che deve morire per poi risorgere e lo spiega in poche parole ai suoi discepoli. La vita del corpo non è nulla in confronto alla vera vita, quella dell’anima. Meglio perdere la prima vita per conquistare la seconda, ed Egli sa che sarà crocifisso, ma alla fine la sua morte si trasformerà in resurrezione e la sua parola diventerà una fonte di acqua viva, solo luce e Verità. Chi vuole conquistare questa vita eterna, fatta di luce, deve rinunciare a tutto ciò che è e che possiede. “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso.”

 

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